
Ciao a tutti!
Siamo i ragazzi dei Brothers All e questo è il nuovo blog del gruppo. Ci stiamo impegnando per pubblicare alcune riflessioni sul tema della grave marginalità, parlando delle nostre esperienze o commentando ciò che leggiamo sui giornali. L’obiettivo è quello di avvicinare più persone possibili alla tematica, anche e soprattutto giovani, per creare una coscienza collettiva che non giudichi, ma che piuttosto si metta al servizio di chi ne ha bisogno.
In questo primo post ci presentiamo raccontando come ci siamo avvicinati al mondo del volontariato e come viviamo il servizio in stazione.
Mi chiamo Riccardo, ho vent’anni e sono un volontario di Brothers All da poco più di un anno. Quando ho iniziato la mia esperienza pensavo che dare tè e biscotti sarebbe stato un gesto semplice che mi avrebbe permesso di aiutare qualcuno in difficoltà. Ora ho compreso che non è proprio così: le persone che incontriamo non hanno bisogno né di eroi, né di qualcuno che pretenda di risolvere la loro vita in cinque minuti. Spesso desiderano solamente essere ascoltate, anche quando per mille motivi fanno fatica a raccontarti la loro vita e come sono arrivati in quella situazione.
Con il tempo ho imparato che guardare negli occhi qualcuno è il primo modo per riconoscergli una dignità, chiunque sia. Anche questo, come l’offrire un tè caldo e dei biscotti, non è un gesto eclatante, ma è un modo silenzioso per dire “Ehi, ti vedo, conti anche tu”. Personalmente credo sia molto difficile entrare in contatto con tutte le persone che incontro in strada, ma questa è una sfida che mi sprona a conoscere storie e ad imparare da ogni situazione.
